Testi di A. Appi, R. Besa, A. Galuzzi, R. Piferi, M. Stefanon
Musiche di Paolo Piuzzi
Luci di Massimiliano Coden
Regia di Antonio Galuzzi
“Intanto venti e poi avanti” è lo spettacolo che I Papu propongono per l’estate 2009, in occasione del ventennale della loro attività.
Non vuol essere un evento celebrativo, il classico “Greatest Hits” con gli sketch più amati dal pubblico, quanto la testimonianza della loro personalissima ricerca di una propria originalità nel panorama frastagliato e confuso del “Comico” di oggi.
Da vent’anni a questa parte I Papu hanno sperimentato quasi tutte le modalità del far ridere; dapprima istintivamente, sulla spinta della loro formazione dilettantesca (intesa come diletto, di chi lavora per il puro gusto di divertirsi), poi sull’onda di una preparazione più consapevole (intesa come risultato di studio e sperimentazione).
“Intanto venti e poi avanti” vuol essere una riflessione su questo percorso.
Le primordiali caratterizzazioni, i classici sketch di situazione, i personaggi televisivi unite ai lavori più recenti, nei quali Andrea e Ramiro riassumono, quasi fondendole assieme, tutte le loro esperienze, forgiano uno spettacolo che sarà anche una rappresentazione delle diverse tipologie e potenzialità del “Comico”.
Senza mai assumere toni didattici, nei quali i nostri interpreti sarebbero poco credibili, e tenendo ben lontano ogni rischio retorico, contro il quale essi hanno sempre messo in campo tutta la loro innata “cialtroneria”, lo spettacolo “Intanto venti e poi avanti” racconta come si possa, sperimentando, sbilanciandosi, trasformandosi ed evolvendosi, mantenere intatto nel tempo l’originario spirito ispiratore; quello di due ragazzotti che vent’anni fa si sono cimentati in una passione fino a farla diventare il loro mestiere, senza perdere la follia creativa, il giusto distacco dalle quotidianità e la serietà professionale.
Con la consapevolezza di vivere in un mondo complesso ma non per forza complicato, in una società arrogante ma in cui ci può essere ancora il gusto dello “sberleffo”, tra persone inebriate dalla logora triade lavoro-denaro-potere ma dove si può trovare ancora il tempo di guardarsi negli occhi e di ridere insieme.
“Semelodiceviprima” Come manipolare gli altri e farsi anche dire grazie
Testi di Andrea Appi, Ramiro Besa e Antonio Galluzzi
Scene di Geoffrey Di Bartolomeo
Costumi di Rosaria Ricci
Regia di PAOLA GALASSI
Il lavoro non ti soddisfa? Il partner non ti capisce? Passi le serate guardando i pacchi in tv? Sei giunto all’ultimo stadio ma non ti fanno entrare perché non ci sono i tornelli?
Insomma non ne puoi più di questa vita ma non sai deciderti fra cappio o barbiturici?
Fèrmati, chiudi gli occhi e respira profondamente. Ora conta fino a cinque e poi ripeti a te stesso: io ce la posso fare, io posso controllare la mia mente, io posso cambiare la mia vita.
Con l’ausilio di filmati, slide e grafici il Professor Appi e il Professor Besa ti dimostreranno che ciò è possibile, perché la chiave d’accesso alla felicità sta semplicemente nel corretto atteggiamento mentale.
Ricorda che il peggior nemico di te stesso sei tu. L’ostacolo fra te e il successo è soltanto la tua coscienza. Attraverso uno stage di psicologia del comportamento i Papu ti aiuteranno a disfartene senza ripensamenti né sensi di colpa, fornendoti tutti gli strumenti necessari per manipolare il prossimo e diventare un vero leader.
Scandaglieranno le complessità emotive e caratteriali degli esseri umani, mostrandotene contraddizioni e punti deboli, quindi ti libereranno dalla schiavitù dei tuoi condizionamenti, portando alla luce il Flaviobriatore o la Supersimo che sono nascosti anche dentro di te.
Lascia che ad affondare lentamente nella palude malsana delle abitudini e delle mediocrità siano gli altri, quelli che alla domenica sera, botta di vita, ordinano una coppetta di fragole con panna spray in pizzeria; quelli che da anni, sfatti e appesantiti, si ripropongono di smettere di fumare, di bere il caffè senza zucchero, di trovarsi l’indomani per una mezz’oretta di corsa al parco; quelli che indecisi, incoerenti, influenzabili, annaspano nel mal comune del mezzo gaudio.
Perché anche tu puoi, se solo lo vuoi, vedere la Luce!
Allora fèrmati, chiudi gli occhi e respira profondamente…
La tua vita sta per cambiare radicalmente.
Dopo i 90’ della lezione, ripensando a com’era insignificante l’esistenza che conducevi, anche tu sarai tra quelli che diranno “Semelodiceviprima”
Due professori che tengono una lezione di antropologia: questo è lo spettacolo di Andrea Appi e Ramiro Besa, in arte I PAPU. Attraverso una serie di sketch, mettono in scena le più svariate situazioni comunicative che possono verificarsi tra gli uomini. L’umana condotta, dal bambino all’anziano, è esaminata con cinica e spietata imparzialità, l’errare ondivago dei comuni mortali è analizzato senza pietà, senza mitigazioni, senza banalizzare i sentimenti che fanno dell’uomo una belva capace di amare. I due professori conducono l’originale lezione ciascuno secondo la propria personalità: mentre il prof. Appi cerca di trasmettere al pubblico il proprio sapere filosofico, il prof. Besa si mostra maggiormente concentrato sulla donna che sull’uomo. I due speleologi dell’esistenza cercano di spiegare ed insegnare come mantenere la giusta rotta nel mare dell’interpersonalità, fatto di situazioni reali, che, se analizzate con il filtro dell’ironia, mostrano dei risvolti comici.
Eccome se ce ne sono di cose che non abbiamo mai visto!
Paesi mai visitati, incontri che ci piacerebbe avere, emozioni non ancora provate.
Se però le cose mai viste si riferiscono ad un artista, ecco che, magicamente, il soggetto, inteso dal punto di vista dell’analisi logica, si imbizzarrisce, si ribella e zampetta ambiguamente dall’autore dell’opera al suo fruitore.
Ecco che le Cose mai viste del nuovo spettacolo che I Papu propongono sono quelle mai viste dal loro pubblico, vuoi pechè recuperate dal loro primigenio repertorio, quello più vivace ed ispirato, vuoi perché talmente nuove da essere solamente abbozzate, ancora vergini e adrenaliniche dal punto di vista dell’ispirazione interpretativa.
Il recital che ne risulta, si inserisce nella tradizione degli spettacolo più noti del duo Appi-Besa; assemblaggi compositi di libere improvvisazioni su canovaccio fisso, sketch di satira di costume e finestre aperte sulla cronaca del giorno, il tutto inserito nel perenne contrasto tra i due attori, secondo le classiche regole del rapporto di coppia comica del Bianco e dell’Augusto.
“Cose mai viste” vuol essere una sorta di temporaneo bilancio della carriera del duo pordenonese; è una miscellanea cabarettistica che si sbilancia verso una comicità di maggior spessore, utilizzabile quindi, nella peggiore delle ipotesi, anche come zeppa per il tavolino che traballa. È passato e futuro rappresentato nel presente, è serio e faceto sullo stesso palcoscenico; è il Poeta e il Contadino, il verosimile e il grottesco. È tutto, ma anche il suo esatto contrario, parafrasando Veltroni. È tutto e di più, parafrasando Berlusconi.
È la rappresentazione di una carriera quasi ventennale, che mantiene intatta la sua verve; è un’originale interpretazione della commedia dell’Arte in chiave moderna, all’insegna di un trasformismo sempre più radicato nella quotidianità che, purtroppo e per fortuna, ci ritroviamo ad affrontare ogni giorno.
La trasmissione televisiva “Mismas”, in onda su Antenna Tre NordEst, sin dal suo esordio ha incontrato l’attenzione di una parte trasversale ed eterogenea del pubblico del triveneto.
La semplicità della formula a striscia quotidiana, l’originalità delle caratterizzazioni dei personaggi e la loro immediata simpatia ha fidelizzato con il tempo un numero sempre maggiore di telespettatori, al punto che a distanza di quattro anni, dopo tre edizioni e innumerevoli repliche, il “passaparola” non cessa di estendersi.
Sull’onda delle continue richieste del pubblico, ansioso di vedere dal vivo i personaggi della fortunata trasmissione, oggi I PAPU presentano una nuova produzione che intende soddisfare i desideri dei loro affezionati fans.
LO SPETTACOLO
“Mismas Làiv” è uno spettacolo che ripropone il format televisivo di “Mismas” nella struttura e nel contenuto ma che si presenta rigorosamente teatrale dal punto di vista della messa in scena.
I personaggi, le scene e i tormentoni noti al pubblico si succedono in una rutilante carrellata che non mancherà di divertire anche coloro che non li conoscono.
L’idea che sta alla base di “Mismas”, e quindi anche di “Mismas làiv”, è la rappresentazione parodistica delle rubriche televisive. Nei canali della cosiddetta tv generalista, al pari degli innumerevoli canali privati o satellitari, oramai siamo abituati a vedere di tutto; dalla classica televendita al programma di approfondimento culturale o scientifico, dalla ricerca dell’anima gemella ai consigli per il bon ton, dalla rubrica socialmente utile all’occhio del Grande Fratello che spia la vita famigliare, nessun aspetto viene trascurato.
Il comportamento di chi oggi “fa” la televisione, così come quello di chi vi partecipa come ospite o esperto, viene smontato nei meccanismi, spogliato da convenzioni e scomposto nelle intenzioni per essere riassemblato in termini comici.
In tal modo I PAPU, combinando le esperienze teatrali e televisive acquisite nella loro oramai quasi ventennale carriera artistica, danno vita a una serie di caratteri precisi, verosimili e spontanei che vivono di vita propria senza mai diventare caricature superficiali.
Un punto di vista assolutamente originale, sia nella psicologia dei personaggi che nella loro interpretazione, per osservare in modo sincero e distaccato il complesso universo dell’etere, le sue aberrazioni e le sue velleità. Ma soprattutto, come sempre accade negli spettacoli de I PAPU, un’appassionata ed affettuosa riflessione sulle cialtronerie e sui compromessi che noi tutti, lo si voglia o no, dentro o fuori dalla televisione, ci troviamo ad affrontare.